Robots, esoscheletri e Leonardo: ATPICA porta il futuro a Canelli
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Cosa hanno in comune le macchine volanti di Leonardo da Vinci e un robot a quattro zampe che si muove su un palcoscenico? Più di quanto si possa immaginare. E proprio questo filo sottile tra passato e presente ha fatto da cornice all'evento che ATPICA ha organizzato ieri al Teatro Balbo di Canelli, in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy.
Seconda edizione per un appuntamento che sta diventando un punto di riferimento per il territorio: in sala si sono ritrovati fianco a fianco studenti delle superiori, docenti e imprenditori locali, uniti dalla stessa domanda — dove sta andando il mondo del lavoro, e come arrivarci preparati?
In scena la tecnologia che già esiste
L'intelligenza artificiale e la robotica sono state le protagoniste assolute del pomeriggio. Non come scenari futuribili, ma come strumenti già operativi: nelle linee produttive, nei sistemi di ispezione, nei software didattici, persino nei dispositivi che i lavoratori indossano ogni giorno.
Greta Galli, divulgatrice tecnico-scientifica, ha tenuto le fila di un confronto serrato tra voci molto diverse. Mario Taddei, ricercatore e studioso di Leonardo di fama internazionale, ha aperto con una prospettiva inaspettata: le intuizioni del genio rinascimentale come antenati concettuali della robotica moderna. Stefano Blasi di Deri ha fatto parlare la tecnologia direttamente — con un robot quadrupede in demo live, capace di muoversi in ambienti industriali complessi per ispezione e sorveglianza.
Pierluigi Vona, product manager di Arduino, ha raccontato come l'open source stia democratizzando l'accesso all'intelligenza artificiale nelle aule scolastiche. Marta Lagomarsino, dell'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, ha spostato il focus sulla robotica collaborativa: macchine progettate non per sostituire l'uomo, ma per lavorarci insieme, con attenzione a sicurezza ed ergonomia.
A chiudere, Duilio Amico e Stefano Pesce di Comau hanno portato un caso concreto e sorprendente: gli esoscheletri. Dispositivi indossabili, potenziati dall'AI, che assistono i lavoratori nelle mansioni più faticose — alleggerendo il carico fisico, prevenendo gli infortuni, ridisegnando il confine tra corpo umano e macchina.
In platea ad ascoltare, le classi quarte e quinte degli istituti Pellati, Artom, Cillario, di Apro Formazione ed Enaip.
Un distretto che guarda avanti
ATPICA cresce e conta oggi 22 aziende tra Canelli e la Valle Belbo, tutte attive nella produzione di macchinari per il packaging e l'imbottigliamento: 260 milioni di euro di fatturato aggregato, 1.450 persone al lavoro.
Ma l'associazione non si limita a fare rete tra imprese. Il suo obiettivo dichiarato è aprire un canale stabile con il sistema scolastico: far capire a ragazzi, famiglie e insegnanti che cosa
offre questo territorio, quali competenze servono davvero e con quale urgenza il mondo produttivo ha bisogno di aggiornarle. I numeri lo confermano: sono già 13 le aziende coinvolte nei percorsi di apprendistato duale, con 15 studenti dell'Istituto Tecnico Artom che stanno imparando il mestiere direttamente in fabbrica.
















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